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Il Design Thinking tra analisi tecnica e creatività

Approccio progettuale codificato attorno agli anni 2000 in California dall’Università di Stanford, pone come punto di riferimento l’utente e si fonda sull’abilità del progettista di integrare capacità analitiche con quelle più creative. Questa nuovo modo di progettare nasce dagli studi di design, ma presto si è diffuso in vari settori.

 

Potremmo iniziare parlando di pensiero progettuale, intendendo tutto quello domande che stanno dietro ad un prodotto o un servizio. Perché farlo proprio così? Per chi? Come realizzarlo concretamente? Sono solo alcune delle domande alla base di ogni progetto. Con Design Thinking si vuole fare riferimento a un processo creativo che dà vita ad un iter progettuale che cerca di rispondere a domande come queste, risolvendo i vari problemi che si vengono a formare utilizzando soprattutto un approccio basato su soluzioni insolite e originali.

 

Questo tipo di progettazione può essere descritto come un viaggio attraverso varie fasi, ma dove in ogni momento può essere necessario guardarsi indietro e ripensare e rimettere in discussione mano ciò che si è fatto. Le fasi progettuali codificate in questo processo sono 5:

 

  • Comprensione: il progettista deve mettersi nei panni dell’utenza a cui si riferisce per poterne captare i bisogni, le necessità e le richieste;

 

  • Definizione: raccolti tutti i dati necessari, occorre schematizzare e definire a cosa il prodotto o servizio dovrà rispondere all’utenza;

 

  • Ideazione: fase centrale del processo, consiste nella ricerca creativa di soluzioni alle necessità definite nelle fasi precedenti;

 

  • Prototipazione: è il momento del processo in cui vengono messe in opera le soluzioni pensate. Il design thinking, infatti, richiede al progettista l’acquisizione di buone capacità tecniche, con le quali realizzare in prima persona prototipi funzionali;

 

  • Test: una volta perfezionato il prototipo, non resta che testarlo per poter raccogliere i feedback dell’utenza.

 

Come si può notare ogni fase è strettamente legata all’altra in un processo le cui fasi interagiscono le une con le altre. Un esempio lampante di tale interconnessione può essere che attraverso la fase di test si presentino problematiche riguardanti la comprensione dei bisogni dell’utenza, oppure che nella fase di creazione del prototipo emergano limiti non contemplati in fase di ideazione.

 

Viene così a prodursi uno stile di progettazione che ritorna costantemente sui suoi passi per correggere o modificare totalmente alcuni suoi elementi, dove non vi è mai la certezza di arrivare a creare il prodotto perfetto, ma si propongono ogni volta nuove versioni ottimizzate. Il design thinking è un approccio che non termina con l’immissione sul mercato di un prodotto/servizio: la fase di rilascio costituisce solo l’inizio di uno stretto rapporto con la propria utenza.

 

Non solo le macchine, ma i software a bordo delle macchine, i processi produttivi e di marketing di Magni fanno proprie queste metodologie per migliorare costantemente l’esperienza utente.

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